• Immagini dal XIII° Congresso FNCM
    Immagini dal XIII° Congresso FNCM

Scritto il 1 mar 2016

box 8Sabato 2 aprile, con inizio ad ore 14.00, Convegno Interregionale FNCM Calabria – Basilicata – Sicilia presso BW Hotel San Giorgio Loc. Poggio Pudano – SS 106 a Crotone.

Il Direttivo FNCM affronterà le varie tematiche di categoria: equivalenza presentazione nuove domande, titoli post ’98 il punto della situazione, ECM, aspetti fiscali e normativi della figura.

La partecipazione è gratuita ed estesa a tutti gli interessati.

Si prega di dare conferma alla segreteria FNCM.

Scritto il 12 feb 2016

fotoclaudio-150x120Il segretario Nazionale FNCM Claudio Marcotti affida alla prestigiosa testata giornalistica on-line “Quotidiano Sanità” un articolo che vuole essere un’attenta disamina sulla situazione attuale della categoria ma, soprattutto, la chiara espressione del pensiero politico di FNCM e lo pone, speriamo definitivamente, a disposizione di tutti.

Gentile Direttore,

questa mia lettera prende ispirazione da recenti pubblicazioni di colleghi di varie provenienze. Tali comunicazioni rappresentano comunque la punta di un iceberg. L’ennesimo giudizio dall’alto di cui nessuno aveva bisogno. Una vera e propria montagna di pareri (a volte gratuiti, a volte interessati) di diverso peso specifico si sono alternati su questo quotidiano, come in tutte le sedi possibili, riversando una serie infinita di contrastanti considerazioni sul massofisioterapista.

Esimi giuristi si sono pronunciati, perché professionalmente coinvolti, in sede di tribunale e negli studi di consulenza. Colleghi di diverse origini hanno fatto altrettanto spiattellando giudizi, che sanno troppo spesso di diktat, talmente circonstanziati da far invidia al più preparato dei giudici italiani.

Non sono mancati, inoltre, ammonimenti illustri di formatori di massofisioterapisti che, oltre a rappresentare il lecito e sommo interesse aziendale, ovvero il profitto, proclamavano, alternando articoli e commi, la più che giusta produzione di specifici operatori della riabilitazione come necessità indissolubile della comunità.

Non ultimi tanti colleghi massofisioterapisti hanno predicato, come sommi profeti, l’imprescindibile opportunità di non poter rinunciare alla figura del massofisioterapista né ora né mai: tale professione sanitaria deve continuare ad essere formata perché indiscutibilmente necessaria e, sopra ogni cosa, insostituibile.

Personalmente mantengo una stima altissima sia della mia professione sia della professionalità espressa in tutti questi anni dai miei colleghi. Ciò non toglie che, una sana discussione sull’opportunità o meno di mantenere una figura che oggi, almeno in parte, cammina sulle leggi esistenti come Gesù sulle acque, rappresenti sicuramente una base di partenza di un ragionamento più ampio e circonstanziato.

Questo galleggiare non significa stare al di fuori della giurisprudenza ma, al contrario, vuole mostrare quanto le leggi italiane, pur avendo preso in carico la materia, non l’abbiano fatto assolutamente a sufficienza.

Al momento attuale abbiamo un quadro dei più variopinti della cui responsabilità parleremo in seguito.

I massofisioterapisti, che esistono dal 1971, sono stati formati con corso biennale o triennale. Tra questi ci sono triennali “buoni”, già resi equipollenti al fisioterapista, e triennali meno “buoni” che non godono di tale status giuridico.

I biennali invece esistono di due tipi: equivalenti al fisioterapista e non equivalenti. Ad oggi risulta quindi, come dato di fatto incontestabile, che biennali equivalenti e triennali equipollenti sono legalmente fisioterapisti. Il popolo dei massofisioterapisti risulta così “spezzato in due”: una metà circa con piena tutela legale ed un’altra metà che vive una situazione paradossale a dir poco.

La differenza, per l’appunto, tra biennali equivalenti e non equivalenti  ispira ancora una marea infinita di considerazioni tali che molti, nel mare magnum della riabilitazione, si sentono addirittura in grado di accusare di abusivismo (reato penale!) coloro che non sono in possesso del perfetto pedigree.

Eppure costoro, i massofisioterapisti non equivalenti, lavorano quotidianamente, effettivamente con severe difficoltà e anche di queste accenneremo dopo, senza incorrere negli “ovvi” provvedimenti giudiziari previsti dal suddetto reato: come è possibile tutto ciò? L’estrema contraddittorietà tra una professione riconosciuta dalla legge e una schiera di accusatori di illegalità (anche loro con il proprio pacchetto di leggi a favore) lascia ancora una volta interdetti.

Interdetti per l’atteggiamento spesso ottuso di chi vorrebbe il gioco al massacro, ovvero tutti a casa senza pietà e relativo necrologio, e di chi predica con assoluta noncuranza la massima tranquillità legale per tutti.

É invece evidente che nessuno ha ragione ma che potrebbero aver ragione tutti. Anche questo come risulta possibile? Onestamente non so. Non so nel senso che non me lo spiego. Non so perché tutti questi professionisti della riabilitazione (con laurea, diploma o altro) debbano continuare a contendersi lo scettro del perfetto terapeuta a seconda, ovviamente, della tipologia di paziente o della competenza specifica.

Trovo oramai stucchevole sfidarsi a colpi di leggi appropriandosi della 403/71 con la quale si è formato e si continua a formare il massofisioterapista, accaparrandosi la 502/92 dove si decide che le professioni sanitarie sono fatte solo così o impadronendosi della 43/06 che affida le professioni sanitarie solamente all’università. Il tutto ovviamente con una personalissima interpretazione a favore del giudicante di turno. Read more »

Scritto il 29 gen 2016

pushpinIn risposta alle richieste di informazioni che giungono alla nostra segreteria, ricordiamo a tutti i massofisioterapisti che non hanno raggiunto il punteggio sufficiente al conseguimento dell’equivalenza, che vi è la possibilità di recuperare i crediti attraverso appositi percorsi compensativi a carattere universitario.

Le modalità sono state stabilite con decreto del Ministero dell’ istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR).

Gli atenei, tenuto conto del bagaglio formativo e professionale della singola persona e nel rispetto dei criteri indicati dal suddetto decreto, individuano gli insegnamenti e i crediti formativi universitari (CFU) che dovranno essere conseguiti attraverso il percorso di compensazione formativa.

Le università possono consentire la frequenza dei percorsi formativi in sovrannumero entro il limite massimo del 10% dei posti attribuiti annualmente agli analoghi corsi di laurea nell’area sanitaria (quindi oltre il fabbisogno stabilito ogni anno dai ministeri competenti  che determina il numero chiuso di accesso ai corsi di laurea).

I criteri stabiliti dal MIUR sono inappellabili, come altrettanto incontrastabile da parte nostra è la determinazione dei crediti universitari che l’ateneo riconosce individualmente.

I soci FNCM interessati ad approfondire l’argomento e a ricevere il decreto del MIUR con il quale poter chiedere, presso l’università di riferimento, l’attivazione del percorso compensativo, possono mettersi in contatto con i nostri uffici telefonando nei consueti orari di apertura al pubblico oppure inviando una e-mail.

N.B. Questa opportunità è rivolta esclusivamente ai massofisioterapisti biennali con titolo conseguito entro il 17/3/1999 da corsi attivati entro il 31/12/1995 che hanno regolarmente presentato la domanda di equivalenza nel 2013 ma non hanno raggiunto il punteggio sufficiente per ottenere tale riconoscimento.