• Immagini dal XIII° Congresso FNCM
    Immagini dal XIII° Congresso FNCM

Scritto il 8 mar 2018

opinioneIl Ministero della salute, ha invitato le associazioni dei massofisioterapisti, più altri soggetti di cui parleremo, al fine di sistemare una volta per tutte la problematica ben nota (vedi convocazione allegata). Verrebbero da dire tante cose ma, per stavolta, le risparmiamo. Balza però all’occhio l’ennesima furbata con la convocazione di soggetti che ben poco centrano ovvero i formatori storici di mft e mcb. O forse centrano eccome ma qui, probabilmente, entriamo in un campo minato ma con le mine interrate male. FNCM ha, vista la mal parata, tentato di riunire in un unico comunicato di risposta tutte le sigle associative dei massofisioterapisti ovvero AMSI,, AIMTES, SIMMAS e AIMFI. Il tentativo è miseramente fallito e solo AMSI si è dimostrata lungimirante aderendo all’ iniziativa.

Il tentativo ministeriale di far convergere in un’unica figura tutti i formati dal ’96 in poi è chiaro ed è altrettanto chiaro che tale figura non sarà che un misero operatore sanitario espropriato di competenze e attribuzioni. FNCM non ci sta! La partecipazione a questo tavolo tecnico non trova la nostra complicità alle trame ministeriali pronte a punire severamente coloro che presteranno il fianco in tale occasione. Ogni eventuale contestazione o discussione di fronte alle istituzioni non sarà altro che un ponte d’oro verso il fallimento. Il momento politico non permette né errori né risultati. E’ proprio per questi motivi che la comunicazione di FNCM e AMSI alla direzione delle professioni sanitarie prevede l’unica soluzione credibile e l’impossibilità di una partecipazione ai lavori, stante la presenza di soggetti tecnicamente discutibili (vedi lettera allegata). Il fallimento della proposta di portare le sigle unite in un’unica soluzione (l’unica possibile) lascia però l’amaro in bocca, sia per come si è sviluppata, sia per aver perso una grande occasione. Le associazioni dissenzienti ne risponderanno ai propri associati ma non solo. Iniziative relative a tutta una categoria devono essere compiute con attenzione; avvertiamo quindi coloro che si stanno prendendo questa mala responsabilità, di porre estrema riflessione nell’attraversare quel campo minato già intravisto sotto i nostri piedi. Un piede messo male non coinvolge solo il diretto interessato, ma tutti coloro che stanno nelle immediate vicinanze.

 

Convocazione

Risposta FNCM e AMSI

Scritto il 12 feb 2018

starbene

Con il patrocinio FNCM

organizza

Seminario

“Patologie osteo articolari croniche”

Sabato 17 febbraio 2018

Presso Starbene360° via Giovanni XXIII, 2 Brembate (BG)

Programma e dettagli

Scritto il 6 feb 2018

frecciaLa legge 3/2018 ha istituito ordini e albi delle relative professioni sanitarie. Un albo è della professione del fisioterapista, dove afferiscono le lauree abilitanti ed i titoli equipollenti e equivalenti. I titoli equivalenti alla professione del fisioterapista sono quelli del massofisioterapista che ha ottenuto specifico decreto ad personam come da DPCM del 2011. Costoro potevano, come da procedura ministeriale, richiedere il decreto se in possesso di determinate caratteristiche; in particolare bisognava aver ottenuto il diploma abilitante in data antecedente il 1996.

A partire quindi dal 15/2 p.v. la legge 3/18 sarà efficace ed il governo avrà l’obbligo di istituirne i relativi decreti applicativi. Tali decreti, previsti dalla norma, avranno l’arduo compito di tradurre nella massima applicabilità la suddetta neonata legge. Compito non semplice, vista la complessità dell’istituzione di un ordine multiprofessionale come quello previsto.

Un dovuto inciso è però opportuno. I massofisioterapisti equivalenti sono finalmente fisioterapisti per legge. Non in senso stretto ovviamente; il nostro titolo è, e rimarrà per sempre, quello acquisito all’origine. Ma ragionando in un senso più ampio, e leggendo attentamente la norma, ritroviamo in un’unica grande “famiglia” allargata i fisioterapisti ed i titoli equivalenti ed equipollenti, tutti con la stessa debita considerazione giuridica e lavorativa. Ovvero tutti a pari allo stesso tavolo.

I colleghi equivalenti possono quindi dormire sonni tranquilli anche se, ad onor del vero, il decreto già in mano bastava eccome. Ma siccome negli anni l’atavica paura del futuro incerto aveva lasciato molti mft nel dubbio (totalmente ingiustificato), ora l’ennesima riprova della bontà del DPCM 2011 trova il suo ennesimo e, speriamo, definitivo riscontro nel cuore dei fortunati massofisioterapisti destinatari dell’equivalenza.

Sottolineiamo, se ancora serve, il grande, grandissimo successo di una operazione che ha pochi pari nell’era delle riforme sanitarie. Afferire i massofisioterapisti all’albo dei fisioterapisti è naturale conseguenza del DPCM sull’equivalenza. E tale decreto, come già più volte citato su queste pagine, è il più grande trofeo di FNCM. Questa vittoria purtroppo non è stata riconosciuta materialmente alla nostra associazione con il grande numero di soci che ci saremmo meritati. Ma siccome la gratitudine non è di questo mondo diciamo che questa è un’altra storia.

Ora rimane da giocare la grande partita dei colleghi né equipollenti né equivalenti.  Come è più che noto migliaia di massofisioterapisti formati dopo il 1996 vivono il tipico paradosso italiano, ovvero lavorano nella più completa contraddizione giuridica. Non stiamo ora a scartabellare tutta la normativa dalla 403 in poi e nemmeno tutte le sentenze che ci riguardano e ci riguarderanno ma guardiamo ai fatti. Ad oggi non c’è la tutela necessaria per una serena attività lavorativa e FNCM ha già tentato, con tutte le forze possibili, di ottenere una stabilizzazione di legge nella 3/2018. Con scarso successo, purtroppo.

Ma non ci scoraggiamo nemmeno ora, quando tutte le speranze sembrano scemare nel nulla. Una timida apertura della legge Lorenzin rispetto ad elenchi a parte, dove far confluire i cosiddetti esclusi, sembra essere la soluzione desiderata. Infermieri generici, puericultrici, educatori, massofisioterapisti, ecc… rappresentano un’importante fetta di popolazione che rimarrebbe esclusa dall’imprimatur dell’appartenenza agli albi professionali. E’ appunto quella che appare come una previsione inclusiva la cosiddetta soluzione ideale e finale, intesa nella miglior accezione del termine, naturalmente.

E’ ancora una volta qui che FNCM si impegnerà, presso le istituzioni preposte, per il più rapido ed efficace raggiungimento di questo nuovo obiettivo. Non è pensabile, nemmeno nella più perversa mente ministeriale, di abbandonare al proprio destino migliaia di lavoratori e le loro rispettive famiglie, specialmente in tempi già difficili come questi.

E’ quindi con questo spirito di giustizia che i consiglieri FNCM si impegneranno, come sempre, per ottenere quanto dovuto da veramente troppi, troppi anni. Ci aspettiamo il supporto dei nostri associati, sempre fondamentale, e di numerosi nuovi soci desiderosi di porre la parola fine a questa farsa politica. E, perché no, abbiamo spazio anche per altre associazioni di massofisioterapisti che, se pronte a ripensamenti (anche tombali, ancora perché no?), potranno allinearsi a quella che riteniamo la miglior soluzione per tutti.