Scritto il 23 ott 2017 da

l'opinione fncmÉ giunto alla discussione della Camera il DDL Lorenzin; ovvero un atto di proposta normativa che sin dalla sua iniziale formulazione ha aperto un’ampia discussione nel panorama della sanità nazionale, sia per i contenuti sia per le novità che in esso sono scritte.

FNCM non poteva estraniarsi dal contesto e, dopo un intenso lavoro di ricerca della condivisione, è riuscita a portare in un emendamento (a firma dell’On. Rondini) gli obiettivi, che da anni sta perseguendo con coerenza e fermezza, per porre fine ad una situazione di disagio e di difficoltà che vede coinvolti tutti i massofisioterapisti diplomati dopo l’entrata in vigore della legge 42/1999.

L’abrogazione della formazione oramai priva di logica e senso nel contesto lavorativo nazionale, la stabilizzazione della figura del massofisioterapista con i diritti e i doveri che gli sono propri e che  gli derivano dal titolo acquisito, la tranquillità di lavorare in regime di esenzione IVA cosi come è previsto per chi eroga prestazioni sanitarie, sono i contenuti essenziali che questo emendamento porta in sé.

La condivisione di più parti politiche, delle associazioni sindacali, del ministero della salute, portano a credere che in esso vi sia del giusto e che con tale provvedimento si possa fare ordine in modo chiaro e definitivo.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché solo ora, quando il problema esiste da tanto tempo?

La risposta può arrivare dalla storia di questi ultimi anni.

Era il 29 ottobre del 2013 quando FNCM presentava un documento al tavolo tecnico convocato dal ministero della salute, dove, a firme congiunte con AIFI, UIC, con la condivisione delle maggiori sigle sindacali e l’adesione di AMSI, si chiedeva la chiusura della formazione e un provvedimento per la stabilizzazione dei diplomati post ’99 (questo documento era già stato presentato alla XII° Commissione Affari Sociali della Camera nel 2012).

A quel tavolo erano presenti anche SIMMAS, AIMFI e il rappresentante dell’ Istituto di formazione E. Fermi di Perugia, che a più voci hanno sostenuto la necessità di continuare la formazione adducendo esigenze di mercato, in quanto la figura del massofisioterapista era difficilmente reperibile nel mondo del lavoro e soprattutto nell’ ambito sportivo (forse era la premessa per chiedere d’istituire il Terapista dello sport ?). Cosa ancora più importante veniva sostenuta la tesi di totale inutilità del provvedimento di stabilizzazione promosso da FNCM.

Queste divergenze di vedute hanno indotto il ministero a rinviare una decisione.

É il 17 dicembre 2014 quando si presenta una seconda opportunità ancora attorno ad un tavolo tecnico presso il ministero. Come novità abbiamo la presenza di AIMS (oggi AIMTES) e l’assenza di rappresentanti degli istituti di formazione. Sono sempre presenti, oltre a FNCM, SIMMAS e AIMFI, ma anche in questa circostanza i partecipanti hanno posizioni divergenti e ancora per le stesse motivazioni.

È il maggio 2016 quando compare il DDL Lorenzin e su questo FNCM lavora di nuovo per raccogliere i consensi e la condivisione delle forze politiche, sindacali e del Ministero della Salute, per portare dentro questo grande contenitore una soluzione per tutti diplomati post ’99 (o massofisioterapisti non equivalenti).

La formulazione dell’emendamento porta con sei punti essenziali del documento presentato al tavolo tecnico nel 2013 ampliando i contenuti con l’inserimento di due punti: l’individuazione di una nuova figura di supporto per l’area riabilitativa cosi come previsto dalla legge 43/2006; l’estensione  della normativa sull’ esenzione IVA a tutti i massofisioterapisti diplomati dopo il 1999.

Chiedere oggi una condivisione di obiettivi e iniziative comuni, da parte di chi sino a ieri chiedeva  la continuazione della formazione e l’equipollenza per tutti, l’istituzione del terapista dello sport e l’abolizione dell’equivalenza, appare anacronistico e tardivo.

Si sono perse due occasioni importanti, quando tutti erano seduti ad un tavolo con il ministero e qualcuno ha preferito guardare alla “coltivazione del proprio orto” e non al bene dei massofisioterapisti.

FNCM coerentemente ha continuato (anche da sola) a perseguire gli obiettivi che si era prefissata, credendo nella validità delle proprie idee e con il desiderio di dare certezze, stabilità e sicurezza a tutti i possessori di questo titolo.

L’epilogo di questa storia è nelle mani della politica, così come è giusto che sia.

Solo le istituzioni possono formulare le regole (leggi) per dare certezze ed è per questo che le nostre iniziative sono già pronte ad andare oltre il DDL Lorenzin, se questo non trovasse la strada libera.

Il nostro compito è quello di proporre, vigilare e dar voce a chi rappresentiamo, con i nostri mezzi e le nostre convinzioni.

Noi ci siamo …e continueremo ad esserci per tutti i massofisioterapisti.

Il Direttivo FNCM